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RACCONTI PERVERSI - Javier Tomeo

  • 15 x 21 cm, 144 pp. - 14,00 Euro - ISBN 88-95364-03-2
  • Titolo originale Cuentos perversos - Prima edizione 2002 - Anagrama
  • Traduzione dallo spagnolo di Gonzalo Hernández Baptista
  • Prefazione di Gonzalo Hernández Baptista ed Egi Volterrani
  • Copertina e grafica di Enrico Pagani
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Il titolo generico di Racconti perversi non è molto idoneo per definire questa raccolta di storie brevi.
I protagonisti più che perversi (intendendo la perversione come malignità suprema) rappresentano un ventaglio di creature solitarie sconcertate, prigioniere del movimento alternato del pendolo della vita, cercano di uscirne per trovare un modo di vita più normale.

incipit

L'ALBERGO DEI PASSI PERDUTI


Sabato ore 11 e 55 minuti


Il facchino mi accompagna alla camera, al dodicesimo piano. Lui sale sul montacarichi e io su uno dei tre ascensori riservati ai clienti. Ci ritroviamo quindi nel corridoio e adesso cammina dietro le mie spalle, carico delle mie due valigie. Di questi tempi non si vede favorevolmente che i facchini camminino all'altezza dei clienti. Alla fin fine, siamo noi i proprietari delle valigie.

Lo ascolto sbuffare dal naso. Le valigie sono troppo pesanti. Giro un po' la testa per incoraggiarlo e noto che zoppica dalla gamba sinistra. Forse ha una gamba più lunga dell'altra. O sarà la valigia che regge con la mano sinistra a essere più pesante. Ci sono domande che non trovano risposta facilmente. In ogni caso non me ne importa niente di lui e della sua gamba zoppa, non intendo preoccuparmi adesso della zoppaggine dei più.


Ore 13 e 6 minuti


Quest'albergo è immenso, lo conosco abbastanza bene. Sono stato qui altri weekend. Comprende mille camere doppie e cinquecento singole. Il che è come dire che hanno duemilacinquecento letti, duemilacinquecento comodini, millecinquecento tv, millecinquecento vasche da bagno, una piscina, una saletta speciale per vedere la tv su uno scehrmo enorme, due parrucchieri, una sauna e un parcheggio sotterraneo.

Ciò che più mi piace, comunque, non è la varietà dei servizi, ma le sue proporzioni babiloniche che consentono ai clienti taciturni e solitari come me di confondersi tra la folla di ospiti e passare inosservati.

Abbiamo impiegato più di cinque minuti ad arrivare dalla portineria alla camera. Il facchino parcheggia le valigie accanto alla tv, mi guarda negli occhi e sorride, ma evito di incrociare il suo sguardo. Mi limito a ringraziarlo. Niente mancia.